Il decreto legge approvato in prima lettura dal Senato sul riordino dei contributi all’editoria dovrà essere convertito entro il 20 luglio, «se non dovesse accadere decine di emittenti e di giornali sarebbero condannati a sicura morte». Lo afferma in una nota Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. «Per questa ragione, come articolo 21, non presenteremo emendamenti, ma chiederemo a tutte le forze politiche di firmare una risoluzione per chiedere al governo di procedere subito alla “pulizia del settore” e di garantire che la copertura prevista sia effettiva». Il timore espresso da Giulietti è che «al danno del grave ritardo, si dovesse poi aggiungere quello della copertura parziale».
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