“Il passaggio al digitale, introdotto come una grossa opportunità per le emittenti di arricchire l’offerta e affinare i modelli di business, è stato più oneroso del previsto”. E’ il dato che è emerso nel seminario organizzato dal Corecom sulle emittenti locali pugliesi e il passaggio al digitale terrestre, grazie ad una ricerca della “Fondazione Rosselli”.
“In Puglia risultano iscritti al Registro degli Operatori di Comunicazione (Roc) 663 operatori attivi. La quota di società attive in Puglia sul totale degli operatori di comunicazione attivi in Italia è del 4%, al nono posto nella classifica delle regioni italiane. Il 35% risultano editori tradizionali e il 21% di radiodiffusione. I servizi di comunicazione elettronica costituiscono il 16% del totale operatori e l’11% sono attivi nell’editoria elettronica.
Le altre categorie hanno una quota inferiore al 10% del totale. Il 43% degli operatori attivi ha sede nelle province di Bari e BAT . Gli operatori esterni al capoluogo di regione sono divisi più o meno equamente tra le altre province, con punte del 19% a Lecce e una quota del 10% a Brindisi. Elevato numero di emittenti televisive a carattere interregionale (11, ovvero il 24%). La quota più alta è comunque quella delle emittenti provinciali, 14, circa un terzo del totale. La quota più bassa per le emittenti con copertura limitata al comune di appartenenza”
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