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Edizioni locali in Rcs Mediagroup, il monito del cdr Corsera

Le edizioni locali del Corriere della Sera finiranno fuse in Rcs Mediagroup, il comitato di redazione di via Solferino si lamenta. Perché dall’azienda le comunicazioni non sono giunte con il giusto tempismo, perché si teme che non si tratti altro che di un “artificio di bilancio”, perché i giornalisti chiedono che sia attraverso il rilancio delle edizioni locali che si avvii un piano per consolidare la testata, i livelli occupazionali e per stabilizzare i tanti, troppi, precari che lavorano al Corriere della Sera.

 

Il comitato di redazione ha diffuso una nota in cui ha elencato le doglianze. “Il Cdr del Corriere della Sera ha appreso la sera di martedì 20 settembre dall’azienda del progetto di fusione tra Rcs Mediagroup Spa e Rcs Edizioni locali. La comunicazione è stata data in maniera del tutto inusuale rispetto alla storia dei rapporti sindacali del giornale, che hanno sempre visto una condivisione preventiva, anche informale, in occasione di passaggi così importanti”. Quindi i giornalisti hanno spiegato: “Il Corriere della Sera ha appena superato uno stato di crisi con prepensionamenti e uscite a vario titolo e il Cdr chiederà con forza che l’ingresso annunciato di 100 giornalisti delle Edizioni locali diventi lo strumento per un rilancio e consolidamento sul mercato italiano e straniero, e non un artificio di bilancio aziendale”.

Tuttavia c’è qualche problema già adesso: “Il Cdr, però, non può fare a meno di stigmatizzare le mancate risposte, a tutt’oggi, sull’assunzione di due colleghe (inserite nella lista allegata allo stato di crisi), chiesta più volte negli ultimi mesi, e sulla mancata stabilizzazione di alcuni precari. Il progetto di fusione comporterà un esame congiunto dei conti sui quali il Comitato di redazione vigilerà attentamente. Il Cdr ha, intanto, chiesto un incontro urgente al Direttore per conoscere il nuovo piano editoriale della testata e per avere conferme che non sarà stravolta l’organizzazione del lavoro e all’azienda per conoscere quello industriale”.

Infine la conclusione: “Senza questi passaggi, e senza una chiara e trasparente esposizione dei motivi e dei traguardi di questa operazione, i giornalisti del Corriere della Sera sono pronti a intraprendere ogni azione per la tutela dei posti di lavoro e della qualità del giornale nel rispetto dei nostri lettori”.

Luca Esposito

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