Categories: Giurisprudenza

È TEMPO DI PROTESTA PER I GIORNALISTI PRECARI

A far sentire la propria voce in fatto di diritti e tutela contrattuale del lavoro questa volta è il numeroso popolo dei giornalisti precari, il Coordinamento dei Giornalisti precari della Campania fa un appello di solidarietà ai redattori ordinari, invitandoli ad aderire ad uno sciopero regionale.
La richiesta di maggiori garanzie per i lavoratori senza contratto è stata indirizzata ad Enzo Colimoro, presidente dell’Assostampa Campania, il sindacato regionale di categoria, inducendolo a farsi portavoce con la Federazione nazionale della Stampa per indire uno sciopero regionale in nome dei cronisti precari.
I giornalisti scenderanno in piazza il 9 aprile per la manifestazione “Il nostro tempo è adesso”, una richiesta forte e chiara, diffusa anche su Facebook, che ha come obiettivo la tutela dei redattori di radio, tv e web che rischiano il precariato a tempo indeterminato.
Colimoro ha risposto alle richieste dei manifestanti, garantendo di portare la questione nel prossimo direttivo, e in seguito a ciò ci si aspetta una manovra correttiva volta alla tutela dei giovani cronisti, che sono la parte lesa delle nuove penne di domani.
Una prima mossa potrebbe essere quella di quella di riunire in tutte le Assostampa la Consulta dei Cdr allargata ai rappresentanti delle Commissioni Lavoro Autonomo, nazionali e regionali, e Coordinamenti di Precari, i quali proliferano in tutte le regioni.
Molti e troppi giovani di talento non trovano posto all’interno delle redazioni giornalistiche, che al contrario dovrebbero essere incubatrici delle nuove leve di reporter.
Basti pensare al caso della Web tv del Comune di Napoli, la cui redazione è composta da ex giornalisti del Mattino piuttosto che della Rai che prestano servizio a titolo gratuito , di cui non si discute l’indubbia professionalità, ma si può discutere sul perché tali incarichi non siano stati affidati alla fucina dei giovani cronisti.
Come recita lo slogan “il nostro tempo è adesso”, spazio dunque ai cronisti in erba perché sono loro il futuro dell’informazione.
Arianna Esposito

editoriatv

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