I 60 milioni di euro di debiti che gravavano sul bilancio del quotidiano E Polis, in base a un accordo con i fornitori firmato davanti a un notaio, si sono già dimezzati, poiché 30 milioni sono stati stralciati. Dei rimanenti 30 milioni, 6,5 milioni, che erano dovuti ai soci principali, vengono trasformati in capitale. Lo stesso per altri sette milioni, dovuti ai soci locali.
Lo stampatore Seregni si accontenta, invece, di 12,5 milioni (inizialmente il debito nei suoi confronti era di 27 milioni), i trasportatori di 2,2 milioni (contro gli iniziali 4,5 milioni), più altri debiti minori verso fornitori.
Sono questi i dettagli del piano di ristrutturazione presentati ieri dai vertici di E Polis al Tribunale di Cagliari. Si tratta di una «procedura extragiudiziale (art. 182-bis del digs 12 settembre 2007, n. 169, ndr), sulla quale il Tribunale non darà un giudizio di merito», spiega Sara Cipollini – a.d. di della casa editrice – «ma, diciamo, di buon senso».
Se il Tribunale di Cagliari darà l’ok alla ristrutturazione, E Polis pagherà immediatamente cash 17 milioni di euro a Seregni, ai trasportatori e ai fornitori minori, e tutto sarà chiuso.
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