“Il livello di democrazia di un Paese – afferma don Sciortino – si può misurare proprio dal tasso di libertà della stampa e dalla vivacità dell’opinione pubblica: ma oggi in Italia i giornali non sono al servizio dei lettori, ma dei potenti di cui invece dovrebbero essere voce critica”. E la denuncia di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, intervistato oggi dal quotidiano della Cei Avvenire sui problemi dell’informazione in Italia.
“Il vizio di fondo è quello della concentrazione dei mezzi di comunicazione in poche mani e dalla quasi totale mancanza di editori puri, che rispondono esclusivamente agli interessi dell’informazione”.
Un altro problema “serio” dalla stampa italiana è che “invece di essere concorde nella difesa delle proprie prerogative di libertà, di informazione e di critica, si è frazionata e politicizzata, con giornali contrapposti gli uni agli altri”.
“La libertà di informazione e di critica – spiega son Sciortino – in un Paese democratico non deve essere vista come un fastidio, perché la stampa non è fatta per adulare; bisogna che i giornalisti non abbiano bavagli e magari facciano autocritica, chiedendosi quanto siano in grado di mantenere la schiena dritta e quanto invece non si prestino a servizi, talora neanche richiesta, a favore del potere”.
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