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Domini web: editori Usa si oppongono ad Amazon

Il tentativo di Amazon di controllare decine di nuovi domini generici per il web si è sgretolato di fronte all’azione di due gruppi industriali dell’editoria. La Authors Guild e la Association of American Publishers, infatti, si sono opposti al piano del gigante dell’e-commerce per controllare i cosiddetti domini generici di primo livello (gTLD) che terminano con i suffissi “.book”, “.author” e “.read”, sostenendo che tale influenza sarebbe anti-competitiva. “Dare tali domini generici in mano ai privati ​​è una mossa chiaramente anticoncorrenziale, che permette a chi è già dominante nel settore e con grossi capitali di espandere e consolidare ulteriormente il loro potere di mercato”, ha scritto Scott Turow, Presidente della Author Guild presidente alla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), l’associazione no-profit che sovrintende i nomi dei domini Internet del mondo. “Il potenziale di abuso sembra senza limiti”, aggiunge. Alla controversia si aggiunge anche la catena di librerie Barnes & Noble che non si fa sfuggire l’occasione per contestare il regime di Amazon, sostenendo in una lettera a ICANN che il gigante dell’ecommerce avrebbe utilizzato il suo controllo dei gTLD “per soffocare la concorrenza delle industrie di libri e dell’editoria, che sono fondamentali per il futuro di espressione del copyright negli Stati Uniti”. “Il dominio di Amazon potrebbe anche minacciare la trasparenza e la libertà di Internet con conseguenze nefaste per gli utenti di tutto il mondo”, ha riferito la catena di libri. Di recente, lCANN ha fatto sapere che saranno resi disponibili centinaia di nuovi indirizzi e domini web, per facilitare la riconoscibilità delle aziende e dei prodotti. Amazon sembra essere pronta per le imminenti novità e, oltre a “. Amazon” e “.Kindle”, ha anche richiesto “.free”, “.like”, “.play” e “.shop”.

Luana Lo Masto

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