Domani il Consiglio dei ministri licenzierà il decreto liberalizzazioni più volte annunciato dall’ esecutivo. E’ composta di 44 articoli l’ultima bozza del decreto.
Il testo è di 107 pagine e comprende una relazione introduttiva sulle motivazioni del decreto e la sua articolazione in singoli punti. Nel documento, si legge tra l’altro: «E’ un primo intervento ad ampio raggio che è il frutto della convinzione di dover agire in tutte le direzioni, ovunque sia possibile inserire stimoli competitivi. Dunque, è l’inizio di una politica economica orientata alla crescita». Nella relazione, si spiega che bisogna «difendere le tutele sociali e il potere d’acquisto dei cittadini», perché «il quadro economico internazionale, il livello del debito pubblico, la crescita al rallentatore non consentono più al paese sacche di privilegi e rendite di posizione».
Confermando le smentite arrivate dal governo nei giorni scorsi, nell’ultima bozza sulle liberalizzazioni non compaiono interventi di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La prossima settimana riprenderà la trattativa tra governo e sindacati in vista del prossimo decreto dell’esecutivo che affronterà la riforma del lavoro. La prima riunione è fissata per lunedì 23 gennaio alle 10 presso Palazzo Chigi.
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