Un taglio alla lista dei testimoni, la sostituzione di quelli che erano stati citati ma che non si sono presentati in udienza e il rinvio al prossimo 5 ottobre. Si è conclusa così l’udienza del processo Mediaset che è ripreso oggi dopo la pausa estiva.
La presenza del premier Silvio Berlusconi in aula, imputato per l’ipotesi di frode fiscale è rimasta in forse per tutta la mattina, con i suoi legali che soltanto all’ora di pranzo hanno sciolto ogni dubbio assicurando che Berlusconi non sarebbe arrivato.
Il colpo di scena è arrivato al termine dell’udienza, con la decisione dei giudizi della quarta sezione penale di tagliare 11 testimoni che fino a questo momento sono risultati irreperibili, di sostituire quelli che sono stati chiamati a testimoniare ma che nonostante tutto non si sono presentati. Il collegio presieduto da Edoardo D’Avossa ha così rinviato il processo al prossimo 5 ottobre, quando verranno ascoltati alcuni testimoni in videoconferenza da Montecarlo.
L’udienza di oggi è stata dedicata all’esame di alcuni testimoni: di quelli citati dai difensori del premier, si sono presentati in aula soltanto Marina Cavana, segretaria dell’ex manager Mediaset Carlo Bernasconi, e Achille Frattini, ex presidente del Consiglio sindacale del Biscione. In particolare, quest’ultimo si è soffermato sul ruolo di quegli intermediari che – secondo l’ipotesi accusatoria formulata dal pm Fabio De Pasquale – avrebbero avuto l’effetto di gonfiare il prezzo dei diritti tv acquistati all’estero da Mediaset allo scopo di creare fondi neri ed evadere così il fisco italiano. Frattini ha definito ”possibile” l’esistenza di intermediari che si occupavano dell’acquisto dei diritti dalla major americana Paramount.
«Il mercato dei diritti cinematografici – ha spiegato in aula l’ex presidente dei sindaci Mediaset – non si esaurisce nel rapporto tra fornitore e acquirente. La stessa Paramount si serve in ogni nazione di specialisti che ben conoscono la realtà locale». (Asca)
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