Ci sono giornali legati al territorio che, pur in un periodo di crisi della stampa, hanno retto l’impatto, e perso poche copie di diffusione. In Emilia, ad esempio, la catena Finegil nel 2009 è riuscita a conservare le stesse copie del 2008, anzi, con piccoli incrementi dello 0,2% per la Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara o la Nuova Gazzetta di Modena. Anche a Verona, per proseguire con qualche caso di studio, l’Arena è rimasta ai livelli del 2008, come l’Eco di Bergamo sotto la Cappella Colleoni o la Gazzetta a Mantova. Addirittura bene Libertà di Piacenza, a +1%, stabile La Gazzetta del Mezzogiorno a Bario l’Unione Sarda a Cagliari, come La Tribuna di Treviso, l’Adige di Trento, il Mattino di Padova o la Provincia di Cremona.
C’è, tuttavia, qualche città, fuori dal grande circuito Milano-Roma-Torino, che si dimostra piuttosto sofferente. In particolare, la terna Genova, Bologna, Firenze. In queste tre aree i quotidiani di riferimento vivono un periodo molto difficile: Il Secolo XIX perde quasi l’8% della diffusione e scende poco sopra le 85 mila copie, per una città, Genova, che da sola conta 610 mila abitanti. L’emiliano Resto del Carlino va giù del 6,5%in tutto il 2009, a quota 154 mila copie medie, con Bologna che ha 376 mila abitanti, mentre il toscano La Nazione arretra dell’8,6% a 123 mila copie, con un capoluogo, Firenze, che da residenza a 370 mila persone.
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