Un business, quello dell’editoria digitale, che ha permesso, specie negli Usa, l’inversione dei ruoli tra distributori ed editori oltre che la trasformazione degli autori in esperti di marketing capaci di piazzare da soli i propri lavori.
È così che Amazon.com, uno dei “centri commerciali” online più frequentato al mondo, ha deciso di aprire due case editrici per stampare i romanzi presenti nel suo infinito catalogo, con un ufficio a New York quale postazione di un talent scout in cerca di nuovi scrittori su cui investire. Sempre che quei debuttanti di talento non abbiano già scelto di inseguire la fama da autodidatti, magari applicando una delle regole guida disponibili sui numerosi blog diffusi in Rete, con titoli appositi come la “Guida alla pubblicazione per principianti” pubblicata sul sito “http://jakonrath.blogspot.com”. Spazi virtuali che spiegano come promuovere le opere attraverso i social media più frequentati, come Facebook, e riuscire a trattenere il 70% degli introiti delle vendite, riducendo ad un lontano ricordo quel 30% concesso da un normale contratto editoriale. Certo che se da una semplice passione per i racconti ispirati a storie di vampiri fosse davvero possibile ricavare milioni, tutti allora prenderebbero come modello la scrittrice del Minnesota, Amanda Hocking, che attraverso il proprio sito è riuscita a vendere ben 450milioni di copie al mese dei suoi libri, trasformando in oro un semplice hobby e comparendo nella classifica dei 50 libri più venduti pubblicata da Usa Today. L’e-book e la Rete quale realtà promozionale e distributiva sta diventando un tassello cruciale per un mosaico che solo negli Stati Uniti vale 800milioni di dollari (69milioni di dollari di fatturato mensile nell’ultimo anno). Cifre che hanno spinto una casa editrice rinomata come la Penguin a ritagliarsi uno spazio nel fai-da-te aprendo un sito apposito di auto-pubblicazione online. Se da un lato Internet rappresenta il “limbo” sperimentale per gli scrittori emergenti, dall’altro il mercato degli e-reader, apre nuovi strumenti di conquista del mondo dei lettori, i cui gusti e preferenze catalogate ad ogni acquisto o in base all’abbonamento sottoscritto, spianano al contempo la strada a quegli editori che proprio non intendono rinunciare ad investire nella carta stampata.
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