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DAL CONSIGLIO DI STATO ENNESIMO RINVIO PER IL CASO EUROPA 7

A metà, fine gennaio prossimo, forse sarà detta l’ultima parola sul caso “Europa 7″ da parte dei giudici della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giovanni Ruoppolo. Nell’ultima udienza di dicembre, infatti, si sono riservati di pronunciarsi sulla richiesta di risarcimento danni avanzata da Europa 7, l’emittente di Francesco Di Stefano che nel 1999 vinse la gara per una concessione nazionale, ma non ha mai avuto le frequenze per trasmettere. Almeno fino a cinque
giorni fa, quando il ministero dello Sviluppo Economico-Comunicazioni le ha assegnato un canale, il numero 8, resosi disponibile grazie alla riorganizzazione dello spettro in banda VHF. in seguito all’introduzione del digitale terrestre da parte della RAI.
Nell’udienza, i legali di Europa 7 hanno ribadito la richiesta di risarcimento – fino a 3,5 milioni senza assegnazione di frequenze, oppure fino a 2,160 milioni con le frequenze – e hanno sostenuto che ”il canale appena ottenuto dal ministero garantisce una copertura di appena il 18-20% della popolazione, come ha spiegato Ottavio Grandinetti. ”Basti pensare – ha aggiunto Alessandro Pace, l’altro difensore e decano dei costituzionalisti italiani – che sulla stessa banda la Rai dispone di sette frequenze, Europa 7 di una sola”.
Quanto all’entita’ dei danni, Grandinetti ha citato il caso di La7: ”Quando fu venduta da Cecchi Gori a Telecom Italia, nel 2001 perdeva 100 milioni, eppure fu pagata mille miliardi di lire. Per valutare il valore di un’emittente non basta vedere i dati di bilancio: a pesare e’ il biglietto di ingresso in un mercato chiuso com’e’ quello televisivo in Italia”.
L’Avvocatura dello Stato, rappresentata da Maurizio di Carlo, ha invece obiettato che la domanda di risarcimento e’ ”inammissibile” e che l’assegnazione all’emittente del canale 8 in banda VHF ”ha pienamente ottemperato” alla sentenza con la quale lo stesso Consiglio di Stato il 31 maggio scorso aveva chiesto al governo una nuova ‘risposta motivata’ sulle frequenze per Europa 7, che tenesse conto anche della pronuncia della Corte di giustizia Ue sul caso.
Luisa Anna Magri

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