Il governo australiano ha rinnovato gli attacchi a Wikileaks, condannando il gruppo fondato dal suo cittadino Julian Assange, per la diffusione “avventata, irresponsabile e potenzialmente pericolosa” di documenti segreti Usa. Il ministero degli Esteri ha inoltre rinviato, fino a dopo la decisione della Corte suprema britannica sulla richiesta svedese di estradizione di Assange, la pubblicazione di cablo diplomatici australiani sul fondatore di Wikileaks. Lo rivela oggi il Sydney Morning Herald, precisando che il rinvio fa seguito ad avvertimenti da parte di alti funzionari Usa, riguardo a possibili rivelazioni sulle discussioni Australia-Usa riguardo a Wikileaks. Il governo di Canberra ha evitato negli ultimi mesi le dure critiche ad Assange, ma un’alta dirigente del ministero di Giustizia, responsabile per questioni di crimine internazionale e di estradizione, ha ora rinnovato la condanna della diffusione di cablo diplomatici Usa. Rispondendo per conto del ministro Nicola Roxon alla lettera di un elettore, la dirigente afferma che “non si tratta di censurare la libertà di stampa impedire di pubblicare notizie” ma l’attenzione del governo si concentra sulla “avventata rivelazione non autorizzata di materiale riservato”. Assange, che di recente ha annunciato la decisione di candidarsi per il Senato australiano nelle prossime elezioni, attende la decisione della Corte britannica sul suo appello contro l’estradizione, richiesta per interrogarlo su accuse di stupro.
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