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CROAZIA: FALLISCE STORICO QUOTIDIANO VJESNIK

Vjesnik (Il Messaggero), la più vecchia e, in passato, la più prestigiosa testata giornalistica croata, tra breve dichiarerà la bancarotta per le troppe perdite e debiti generati in più di dieci anni di cattiva gestione. “Per i troppi debiti accumulati e le vendite ridotte al minimo, Vjesnik dovrà chiudere”, ha annunciato oggi il vice-premier croato, Radimir Cacic, come rappresentate del governo, unico proprietario della testata. “Decine di milioni di euro di soldi pubblici sono stati dati al giornale negli ultimi vent’anni per coprire le perdite di un prodotto che non comprava quasi nessuno e che non ha più giustificazione sul mercato”, ha spiegato Cacic. Solo nel 2011 lo Stato ha cancellato molti debiti della società verso l’erario e concesso un sussidio di 3 milioni di euro. Intanto la testata politica non riusciva a vendere più di 2000-3000 mila copie al giorno, contro le circa 70 mila vendute dai maggiori quotidiani. Il giornale è stato fondato nel 1940, ed è tutt’ora la testata più vecchia ancora presente sul mercato croato. Negli anni Sessanta divenne uno dei principali quotidiani nella ex Jugoslavia, con picchi di vendite fino a 150 mila copie, specialmente nei periodi in cui dimostrava un limitato livello di critica verso il regime comunista. Dopo l’indipendenza della Croazia nel 1991, il giornale non venne privatizzato come successo con le altre testate, ma divenne di fatto un quotidiano pubblico e filogovernativo che non criticò mai il regime nazionalista del presidente Franjo Tudjman. Dopo la democratizzazione del Paese iniziata nel 2000, Vjesnik continuò a tenere una linea filogovernativa al punto che, per esempio, negli ultimi anni più del 90 per cento delle prime pagine avevano titoli positivi sull’operato dei governi conservatori guidati da Ivo Sanader e Jadranka Kosor.
Manuela Montella

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