Il piano di ristrutturazione di RCS è l’inizio della fine. O la fine di un processo che va avanti da molti, troppi anni, e che prelude ad un nuovo inizio. L’editoria italiana è lo specchio del Paese; da anni spaccata e prona in un balletto di qualunquismo ed assenza assoluta di valori. Un tango delle banalità. E ad ogni volteggio un errore, una lunga lista di errori che oggi presenta un conto salato. Fa impressione oggi leggere l’appello della FIEG al prossimo Governo. Sempre le solite cose, le medesime rivendicazioni, gli stessi slogan. Il primo, la liberalizzazione della rete di vendita, quella che ispirato la sperimentazione, più giornali venduti attraverso l’apertura di nuove rivendite. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, in quindici anni o poco meno hanno chiuso circa diecimila edicole e sono falliti gran parte dei distributori locali. Il sistema distributivo è imploso, altro che sviluppo. E, poi, le litanie sui contributi diretti, sostegno si, ma sotto altre forme, pensare allo sviluppo. Il costo pubblico e privato delle ristrutturazioni delle imprese editoriali, piccole e grandi, ha di gran lunga superato quello del sostegno diretto. Il problema non sono i controlli, ma l’assenza totale di strategia. Da parte degli editori, che troppo presi dalla ristrutturazione dei costi si sono dimenticati dei prodotti; e da parte della politica che troppo presa dagli spread e dalle Ruby ha abbandonato un settore. A se stesso. Mentre la sempre potentissima federazione nazionale della stampa stipulava un contratto nazionale che garantiva miglioramenti salariali e rivendicazioni ai giornalisti dipendenti, aprendo la strada all’indipendenza più cruda, quella della disoccupazione. Tutto finanziato dall’Inpgi, altra struttura del potere solidamente divisa tra Governo, grandi editori e giornalisti. Questo mondo si sta sgretolando, sta diventando cenere. Ma dalla cenere può nascere un mondo nuovo. Ma occorre che qualcuno disegni in mondo nuovo, dimenticandosi del vecchio.
L’Associazione lombarda dei Giornalisti sarà in campo: il 27 marzo le penne lombarde resteranno ferme…
Il Sole tramonta su Gedi. Su quello che doveva essere, con il passaggio agli Elkann,…
Il mondo dell’informazione si prepara a fermarsi in due date chiave: il 27 marzo e…
L’ultimo schiaffo: per il Cdr di Repubblica, la decisione di comunicare l’ufficialità della vendita di…
La parabola è compiuta: “Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo…
Alla fine, gli Elkann hanno veramente venduto Gedi ai greci di Antenna. L’affare è ufficiale:…