Dopo il colosso New York Times con l’acqua alla gola e i tagli a singhiozzo del Washington Post, anche le testate minori statunitensi subiscono i pesanti contraccolpi della crisi economica. Oggi tocca alla Philadelphia Newspapers Company, editrice del Daily News, e al Journal Register, editore del New Haven Register, finire commissariati e in bancarotta. Il domino degli utili in calo, con la perdita di pubblicità e l’aumento dei costi di produzione, ha dunque colpito anche i giornali della Città dell’Amore Fraterno, una delle metropoli americane che più hanno risentito della crisi (insieme a Detroit). I ricavi delle compagnie editoriali locali sono infatti previsti in calo del 10% nell’anno in corso.
L’impossibilità di rinegoziare il debito contratto con gli istituti di credito internazionali non ha lasciato scelta, e a prendere il controllo delle testate sono arrivate le banche (tra cui Royal Bank of Scotland e Mcg Capital Corp) anch’esse alla disperata ricerca di liquidità.
Tra un decesso e l’altro, cresce così la preoccupazione per uno dei settori cardine dell’assetto socio-politico americano, cartina di tornasole della drammatica situazione dell’industria dell’informazione (e dei servizi) che sembra non trovare via di fuga dalla crisi.
Luisa Anna Magri
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