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Crisi editoria, Il Governo studia ipotesi di riordino del sistema dei contributi

Al vaglio l’ipotesi di presentare a fine luglio un Cdm di riforma sotto forma di ddl o di ddl delega

Il condizionale è d’obbligo ma sarebbero in corso lavori a palazzo Chigi sul decreto Editoria, che dopo la direttiva sulle agenzie di stampa (già firmata e che dovrebbe vedere la pubblicazione ufficiale la prossima settimana) fisserà le nuove regole anche per la carta stampata. Secondo alcune ipotesi, è al momento allo studio l’ipotesi se presentare a fine luglio un Cdm di riforma sotto forma di ddl o di ddl delega. La riforma come anticipato, seguirà due parole d’ordine: in primis, mai più fondi statali “a pioggia” ai giornali, ma erogazioni progressive in base al venduto (e non più al distribuito) con un tetto, per evitare che ci siano bilanci in cui il contributo statale sia preponderante sulle altre entrate. E poi incentivi e sostegno al passaggio al digitale. Si dovrebbe prevedere l’istituzione di un Fondo unico per la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione che sostituirà i contributi diretti rimasti per i piccoli editori soprattutto locali. Dovrebbero essere erogati anche quest’anno, ovvero a fine 2015, i contributi diretti per giornali no profit, cooperative editoriali, comprese le 72 testate aderenti alla Fisc, riferiti al 2014.

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