“Vedo che la Commissione Rizzo-Stella sta meritoriamente allargando il lavoro a l’indotto di deputati e senatori. Suggerisco, allora, di affrontare anche il sistema dei contributi all’editoria, argomento questo che porterebbe alla luce, se affrontato con la stessa veemenza e onestà, vicende ben più appetitose: stiamo parlando di circa 150 milioni di euro di contributi erogati nel 2010, in molti casi a veri e propri fantasmi dell’informazione”. Alessandra Mussolini non molla e rilancia sul tema dei tagli ai costi (non solo) della politica. La deputata Pdl parla di “un fiume di denaro che lo Stato ogni anno regala a centinaia di editori e a cooperative di giornalisti, più o meno esistenti, con l’alibi di dover garantire il diritto all’informazione. Si tratta di denaro del quale, peraltro, si fa fatica a seguire il percorso sino al destinatario finale, cioè i soci degli editori e, spesso, delle cooperative giornalistiche che si nascondono dietro ai nomi delle società editrici”.
“Nessuno – denuncia – ha sinora voluto rendere accessibili questi dati e, d’altra parte, la stessa Autorità Garante consente solo da pochi mesi di accedere al registro degli operatori di comunicazione, ma unicamente per sapere se un editore vi è iscritto oppure no, ma non di conoscere la titolarità delle quote degli editori di giornali. Perché mai gli italiani non devono sapere a chi appartiene un giornale che sono obbligati per legge a finanziare magari – incalza – non avendolo mai letto e che, talvolta, neanche è presente in edicola? Rizzo e Stella, sono certa, sapranno dare urgentemente le risposte che tutti gli italiani onesti si aspettano”.
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