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COMMISSIONE CAMERA: GOVERNO ASSUMI TEMPESTIVAMENTE OGNI INIZIATIVA PER INCREMENTARE FONDI EDITORIA

Nella seduta di giovedì 26 luglio è stato presentato all’Assemblea della Camera un atto di indirizzo deliberato dalla VII Commissione avente ad oggetto il sostegno pubblico all’editoria. In occasione della conversione in legge del decreto legge n. 63/2012, recante “disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale”, era stato accolto l’ordine del giorno 9/5322/10 a firma Giulietti-Comaroli in cui il Governo si impegnava ad integrare, fino alla copertura del fabbisogno, le risorse a disposizione del fondo editoria con 87 milioni di euro. A fronte di ciò, la risoluzione della Commissione «impegna il Governo ad assumere tempestivamente ogni iniziativa di competenza per incrementare le risorse per l’editoria conformemente agli impegni assunti con l’ordine del giorno di cui in premessa».
I sottoscrittori fanno notare come «il sostegno pubblico all’editoria è diminuito drasticamente negli ultimi anni passando da 414 milioni nel 2009 a 138 milioni nel 2012». Tagli che «hanno generato una situazione di grave crisi dell’intero settore», mettendo «a rischio la sopravvivenza stessa di un centinaio di giornali di diverso orientamento politico e culturale che rispondono al diritto inalienabile di informare ed essere informati, previsto dall’articolo 21 della Costituzione».
«I contributi relativi al 2010 sono stati decurtati del 15 per cento e i contributi relativi all’anno 2011, che verranno erogati entro il 31 dicembre del 2012, subiranno un ulteriore taglio del 20 per cento, causando così una sopravvenienza passiva complessiva del 35 per cento per le aziende interessate. Sono circa 4.000 i dipendenti che rischiano il proprio posto di lavoro a causa dei tagli all’editoria e alla conseguente chiusura delle testate, e i soldi pubblici (sicuramente molti di più di quelli necessari a pareggiare il Fondo editoria) dovranno essere utilizzati per gli ammortizzatori sociali per questi 4.000 dipendenti».

La VII Commissione,
premesso che:
il sostegno pubblico all’editoria, che da sempre ha rappresentato un sostegno al pluralismo dell’informazione a livello locale e nazionale, è diminuito drasticamente negli ultimi anni passando da 414 milioni nel 2009 a 138 milioni nel 2012;
i tagli apportati in maniera conseguente a tutte le testate hanno generato una situazione di grave crisi dell’intero settore, che, a fronte di un fabbisogno di 140 milioni, ha a disposizione il fondo editoria con soli 53 milioni di euro. È a rischio la sopravvivenza stessa di un centinaio di giornali di diverso orientamento politico e culturale che rispondono al diritto inalienabile di informare ed essere informati, previsto dall’articolo 21 della Costituzione;
i contributi relativi al 2010 sono stati decurtati del 15 per cento e i contributi relativi all’anno 2011, che verranno erogati entro il 31 dicembre del 2012, subiranno un ulteriore taglio del 20 per cento, causando così una sopravvenienza passiva complessiva del 35 per cento per le aziende interessate;
sono circa 4.000 i dipendenti che rischiano il proprio posto di lavoro a causa dei tagli all’editoria e alla conseguente chiusura delle testate, e i soldi pubblici (sicuramente molti di più di quelli necessari a pareggiare il Fondo editoria) dovranno essere utilizzati per gli ammortizzatori sociali per questi 4.000 dipendenti;
i contributi pubblici all’editoria hanno avuto negli anni un andamento spesso dispersivo con finanziamenti a pioggia e senza criteri selettivi: la volontà di intervenire con decisione per limitare il contributo alle sole testate che veramente vendono le copie che stampano è quanto mai condiviso, soprattutto in questo momento di grave crisi in cui gli sprechi devono essere eliminati senza esitazione, ma l’attuale esiguità del Fondo editoria decreterà la chiusura proprio di quei giornali che hanno svolto per anni un’opera di pubblico interesse;
in occasione dell’approvazione presso la Camera dei deputati dell’A.C. 5322, recante la conversione in legge del decreto-legge 18 maggio 2012, n 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale, è stato accolto l’ordine del giorno 9/5322/10 a firma Giulietti-Comaroli in cui il Governo si impegna ad integrare, fino alla copertura del fabbisogno, le risorse a disposizione del fondo editoria con 87 milioni di euro,
impegna il Governo
ad assumere tempestivamente ogni iniziativa di competenza per incrementare le risorse per l’editoria conformemente agli impegni assunti con l’ordine del giorno di cui in premessa.
(7-00961) «Rivolta, Giulietti, Barbieri, De Biasi, Comaroli, Renato Farina, Levi, Caparini, Frassinetti, Mazzuca, Gianni, Coscia, Lainati, Granata, Enzo Carra, Grimoldi».

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