Ufficialmente non vi è una spiegazione pienamente convincente della decisione di Telecom Italia di chiudure uno dei canali tv musicali più alternativi creati nel nostro paese; così originale da non avere nemmeno voluto un’identità commerciale (non trasmettendo pubblicità) e neanche, invero, un palinsesto strutturato (un po’ come era accaduto con le prime radio libere impegnate).
Nata nel novembre 2006 sulle ceneri della repentina esperienza analogica di Flux, Qoob è stata proposta come una piattaforma digitale cross-media in grado di avvalersi di contenuti provenienti dal mondo underground dell’animazione, del cinema, del graphic design e della musica. Domiciliata sul secondo multiplexer digitale di Telecom Italia Media, va anche detto che Qoob non ha mai avuto una grande platea di ascoltatori, essendo, per definizione, un prodotto di nicchia, fuori dagli schemi mediatici della tv a larga diffusione e quindi, come dire, con un destino segnato.
A quanto par di capire, la parte del mux liberato non verrà riempita con nuovi prodotti, ma impiegata per veicolare contributi aggiuntivi per la rete principale La 7 (si suppone sport).
In attesa di comprendere meglio un’espressione di volontà, che ripetiamo, era facilmente intuibile da tempo, riportiamo il comunicato che compare sul sito dell’emittente.
Federica Liucci
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