Chiede gli stipendi arretrati, fermi da ottobre scorso, e viene licenziata in tronco nella redazione milanese del quotidiano L’Opinione. È capitato ad Alessandra Mieli, caposervizio. Lo denuncia l’Associazione Lombarda dei giornalisti (Alg) che ritiene illegittimo il comportamento aziendale. Replica il direttore Arturo Diaconale: «Il licenziamento è regolare perchè noi siamo una cooperativa e la collega non ha sottoscritto l’aumento di capitale e per questo motivo il rapporto si è interrotto». «Dopo Roma, tocca a Milano – scrive in una nota il sindacato -. Diaconale, padre-padrone ha licenziato la collega, licenziamento che segue il sanzionamento di due colleghe nella redazione romana. Il motivo sarebbe l’antisocialità».
«L’Alg – si legge ancora nella nota – nel respingere il licenziamento si riserva, d’intesa con l’Associazione stampa romana, di portare il caso all’attenzione del Dipartimento per l’Editoria e di tutti gli organismi di categoria, evidenziando che la cooperativa presieduta da Arturo Diaconale gode dei finanziamenti pubblici per svariate centinaia di migliaia di euro». «Non sono un padre-padrone – risponde Diaconale – il problema sono stati i tagli nell’editoria e il fatto che è stata esercitata, dopo due anni, la decisione di chiedere ai soci-cooperatori l’aumento di capitale. Quindi tutto è nella norma: una cooperativa è gestita in maniera diversa dalle altre aziende editoriali. Noi non chiudiamo, ma siamo costretti a tagli dolorosi per sopravvivere».
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