Categories: Editoria

CHE FINE HANNO FATTO GLI STATI GENERALI DELL’EDITORIA? INTERVISTA A ENZO GHIONNI (PRESIDENTE FILE)

Dopo annunci e proclami da parte del Governo e del sottosegretario Bonaiuti non si sa ancora niente degli stati generali dell’editoria. Di reale ci sono solo i tagli che “colpiscono così radicalmente il settore da essere loro stessi una riforma. Attraverso l’azzeramento del settore”. Lo dice, in un’intervista, Enzo Ghionni, Presidente della Federazione Italiana Liberi Editori.
In questa situazione, secondo Ghionni, il rischio è che, come in passato, si provi a far calare dall’alto, e senza concordarla con il settore, l’ennesima proposta punitiva per il mondo dell’informazione, attraverso “decreti legge sui quali il Governo pone la questione di fiducia, svuotando del tutto il dibattito”. Così come è successo negli ultimi dieci anni.
La proposta della F.I.L.E. per risolvere il nodo dei contributi all’editoria è “una riforma organica del settore che veda i contributi come un corollario e non come il nodo principale. Il settore ha la necessità di rivedere tutti i meccanismi normativi a monte ed a valle. Dalla nuova definizione di prodotto editoriale al sistema distributivo alle anomalie del mercato pubblicitario”. Per i contributi chiediamo “procedure più trasparenti. Ma purtroppo sembra che non vi sia interesse e che lo scandalismo ed il moralismo, quando non tratta cose proprie, interessi molto di più del rigore”.
Sul ripristino delle tariffe postali il Presidente della F.I.L.E. afferma: “In realtà le tariffe postali andavano riviste e non abrogate sic et simpliciter con un decreto interministeriale. Per poi ripristinarle, con un aumento per gli editori intorno al 40 per cento dopo sei mesi. Comunque, il decreto del governo di cui siamo in attesa, è un segnale positivo”.
Attualmente in Italia sono a rischio 90 testate e 4.000 dipendenti. “La situazione italiana – continua Ghionni – è un’anomalia a livello internazionale per la prevalenza dell’emittenza radiotelevisiva sull’editoria. L’esistenza di un sistema di sostegno a favore dell’emittenza locale e della stampa ha, di fatto, consentito di assicurare un’informazione abbastanza differenziata, soprattutto a livello locale. Prima di prendere gli altri Paesi come modello occorre, quindi, prendere atto delle differenze che esistono tra gli stessi. Ogni nazione ha la sua storia e la sua cultura. Ciò detto in Francia gli stati generali dell’editoria, detti e fatti, hanno prodotto risultati che andrebbero letti attentamente.
Arianna Esposito

editoriatv

Recent Posts

Ranucci verso l’uscita da Report: la Rai studia tre proposte

L’unica certezza, sempre che si possa definire tale, è che Sigfrido Ranucci non sarà più…

13 ore ago

Google stringe sulla pubblicità di giochi e scommesse: nuove regole per operatori, siti e affiliati

La pubblicità online di giochi e scommesse sta diventando un terreno sempre più difficile da…

14 ore ago

Mentana sbuffa, Mediaset lo tenta (forse): che succede a La7?

C’è un contratto in scadenza, ma dicono tutti che non c’entra. Il tema non è…

14 ore ago

“Contro di me character assassination senza precedenti”

“Una character assassination che non ha precedenti nella storia del nostro Paese”. Ne è sicuro,…

2 giorni ago

Troppe intelligenze artificiali, ormai è il caos: dovevano semplificarci la vita e invece non sappiamo più quale scegliere

Fino a poco tempo fa quando si parlava di intelligenza artificiale per il grande pubblico…

2 giorni ago

Ranucci adesso fa litigare Giulietti e Unirai

Non c’è fine alla polemica su Ranucci. Il conduttore di Report ha pubblicato, nelle scorse…

2 giorni ago