Il governo si divide anche su ChatGpt. Da un lato c’è la Lega che ritiene sproporzionata la scelta del Garante della Privacy di chiudere il sito italiano della intelligenza artificiale e che, ora, sostiene l’accordo tra le parti per il ritorno. Dall’altro c’è Fratelli d’Italia che si rivela molto più scettica sulla tecnologia e chiede rigore e fermezza allo stesso Garante.
A “tifare” per una rapida soluzione alla querelle, c’è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Che “dopo i chiarimenti in corso con il garante”, si è augurato che “ChatGPT torni presto attivo, come lo sono molti altri servizi basati su intelligenza artificiale che non hanno subito sospensioni. È opportuno non confondere la legittima tutela della privacy con l’altrettanto giusto dibattito sulla natura di queste tecnologie, da condurre a livello internazionale. Auspico che l’Italia non subisca ulteriori rallentamenti e che lo sviluppo del digitale, così importante per il futuro della nostra economia, venga accompagnato non con blocchi, ma con dialogo e buonsenso”.
Il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone (Fdi) “convoca” il Garante: “Bene ha fatto il Garante della Privacy a chiedere l’adeguamento di ChatGPT alle prescrizioni giuridiche su informativa relativa al trattamento dei dati personali, alla base giuridica, all’esercizio dei diritti, alla tutela dei minori. L’apertura dell’istruttoria da parte del Garante è stato un atto di tutela dei dati personali degli utenti italiani. In commissione Cultura audiremo il Garante proprio per chiedere come regolamentare lo sviluppo degli algoritmi di intelligenza artificiale. Siamo favorevoli all’innovazione ma sia etica”.
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