I giornalisti di Rai Parlamento tornano a chiedere a gran voce il varo del piano editoriale e la nomina di un nuovo direttore, pronti a nuove forme di protesta che potrebbero “mettere a rischio le dirette dalla Camera e dal Senato”. “Rai Parlamento – ha denunciato in un documento il Cdr della testata di informazione parlamentare del servizio pubblico- è da più di cinque mesi con una direzione a interim e nella totale latitanza di un piano editoriale che affronti i problemi del presente ed indichi un qualsivoglia futuro. E’ il paradosso di una realtà produttiva tra le più antiche dell’azienda nonché, forse, quella più variamente impegnata ad interpretare le possibili declinazioni del concetto di servizio pubblico”.
“Da un tempo ormai troppo lungo – è scritto nel documento – le redazioni di Rai Parlamento formalmente chiedono, e pazientemente attendono, un segnale di attenzione da parte dell’Azienda, ma la nomina di un direttore “a tutto tondo” viene rimandata di settimana in settimana, lasciando la Testata priva di punti fermi e con un crescente senso di amarezza”.
Pertanto, “il Cdr ribadisce lo stato di agitazione già indetto e, alla richiesta di un confronto urgente con la Commissione di Vigilanza Rai, accompagna la ferma intenzione di attivare, in mancanza di nuovi e positivi sviluppi, tutte le forme di protesta sindacale che si renderanno necessarie, compreso il mancato commento giornalistico alle dirette dal Parlamento”. (TMNews)
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