Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affermato il diritto del datore di lavoro di sorvegliare i dipendenti in azienda, senza il consenso delle rappresentanze di base o di una commissione: è sufficiente il consenso dei diretti interessati. La sentenza riprende quanto già deciso dal Tribunale di Pisa, che aveva condannato la titolare della ‘Flow Energy’. L’imprenditrice toscana è stata assolta con la sentenza 22611 dell’11 giugno. Secondo il tribunale pisano, era stato violato l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori che vieta i controlli a distanza sui dipendenti.
Le quattro telecamere, due delle quali puntate verso postazioni di lavoro fisse, hanno sono invece lecite per la Cassazione, perché è sufficiente la liberatoria di consenso firmata dai dipendenti. Per la Corte, “non può essere ignorato il dato obiettivo che, in questo caso, era stato acquisito l’assenso di tutti i dipendenti attraverso la sottoscrizione da parte loro di un documento esplicito”.
Per anni il dibattito sulla libertà di espressione online è stato caratterizzato dalla convinzione che…
Presentati i nuovi palinsesti Rai e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, pronti via, rintuzza le furibonde…
“Siamo al punto di non ritorno” e gli esponenti delle minoranze rassegnano le dimissioni dalla…
Passa qualche ora dalla presa di posizione della minoranza ed ecco che arrivano pure le…
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…