“Cercheremo di usare la delega sull’editoria per sostenere il settore, chiedendo al parlamento di contribuire a questo sforzo per un rapido arrivo a una legge di sistema ampiamente condivisa”. Lo ha detto Paolo Bonaiuti, sottosegretario all’Editoria, intervenendo oggi al Quirinale alla Giornata dell’informazione 2008, occasione che ha visto riuniti davanti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, tutti i Premi giornalistici sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Bonaiuti ha detto che sono cambiati i parametri relativi ai contributi diretti, oggi sono correlati alle copie di quotidiani realmente vendute.
Non e’ un momento facile, c’e’ un calo delle vendite e della pubblicita’ e avanza una crisi finanziaria globale che non poteva certo risparmiare il settore dell’editoria, ha aggiunto. “Nessun taglio e’ mai indolore”, il regolamento e’ stato sottoposto a una consultazione collettiva presso il dipartimento dell’editoria e le proposte che sono venute fuori sono ora al vaglio dei tecnici dello stesso dipartimento e “ne terremo conto, con spirito bipartisan e al di sopra delle parti. Questo regolamento non sara’ varato senza prima essere presentato alle commissioni competenti”.
Bonaiuti ha poi affermato che “la riforma della legge dell’editoria e’ quantomai necessaria. La situazione e’ mutata e certe regole dovrebbero essere adeguate. E’ finito il tempo dei contributi a pioggia, per un verso, e pero’ ci rendiamo conto anche dell’importanza di testate che fanno riferimento a veri movimenti politici”.
Per questo motivo – ha aggiunto – “abbiamo lasciato immutati i contributi del 2008, avendo a riferimento quelli dello scorso anno, ma il problema si porra’ senz’altro per il 2009”. C’e’ un obiettivo del governo e nell’ambito dei parametri comunitari: puntare al taglio delle spese senza l’aumento delle tasse, “e ricordo che il nostro contributo all’editoria ha gia’ incontrato critiche in ambito comunitario perche’ si tratta di un caso unico”.
Il sottosegretario, parlando piu’ in generale dei temi della informazione, ha detto che non e’ un momento facile per il settore: terrorismo, aumento della violenza e dell’intolleranza non rendono agevole questo mestiere che e’ “sotto tiro e sottoposto a ingiuste critiche, accusato di aver ceduto terreno al gossip e al petegolezzo ma ancora capace di grandi prove”. Inoltre internet e il satellitare “riducono gli spazi e favoriscono la massificazione dell’informazione”. Infine un cenno anche alla trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro collettivo dei giornalisti: si intravedono “segnali di schiarita”.
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