In uno studio da noi condotto e che è possibile leggere accedendo alla pagina “studi e ricerche”, è stato dimostrato come sia falsa l’affermazione per cui l’Italia è campione d’Europa nell’erogazione di contributi all’editoria. La Francia, con 282 milioni di euro previsti per l’anno domini 2008, fa molto meglio. E fa molto meglio anche in proposito ad un altro aspetto. In Francia, infatti, esiste un dibattito sull’estensione dei contributi alle testate che pubblicano unicamente su Internet. Un dibattito che, contrariamente all’Italia, è pubblico. Il Presidente Sarkozy ha commissionato a Danièle Giazzi, un rapporto (I media e il digitale) che preconizza l’estensione dei sussidi ai nuovi supporti (giornali unicamente on line, free press etc.).
Di sicuro non va trascurata la “migrazione” di celebri firme del giornalismo d’Oltralpe dalla carta stampata all’affascinante mondo del web. Una migrazione che, a detta degli interessati, è stata una “seconda giovinezza”. Pensiamo a Edwy Plenel, ex direttore della redazione di Le Monde e fondatore di Mediapart, quotidiano online a pagamento. Ma anche al gruppo di ex giornalisti di Libération guidati dal carismatico Pierre Haski, ex corrispondente a Pechino, che hanno fondato, un anno e mezzo fa, il sito d’informazione gratuito Rue89. Tra questi anche Pascal Riché, responsabile della redazione, che ci ha dichiarato: “Non siamo dei militanti dei sussidi all’editoria. Ma se questi sussidi vanno solo ai siti dei media cartacei, nostri concorrenti, allora bisogna pensare a un’estensione a tutti i siti d’informazione generale. E’ una questione di equilibrio. E di concorrenza non falsata”.
Opinione che dovrà essere convalidata dallo stesso Sarkozy al termine degli Stati Generali della Stampa che ha aperto mercoledì scorso e che, da qui a due mesi, devono pervenire a una serie di raccomandazioni concrete. A capo del gruppo di lavoro sui media elettronici siederà Bruno Patino, ex patron di LeMonde.fr e ora a capo di Radio France Culture.
Fabiana Cammarano
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