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BONAIUTI, D’ORA IN POI CONTRIBUTI IN BASE A COPIE VENDUTE

Contributi all’editoria in base alle copie effettivamente vendute. È una delle novità principali contenute nel regolamento che semplifica e riordina la materia, all’esame della commissione Cultura della Camera e sul quale ha riferito ieri mattina il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, che ha anche annunciato riduzioni per alcuni settori, necessarie per sostenere gli aiuti legati alle tariffe postali agevolate. Due i punti salienti delle nuove norme: «ci sarà -ha spiegato l’esponente del Governo- una semplificazione e velocizzazione riguardo ai documenti per l’accesso ai contributi. Ma sopratutto viene introdotto un principio fondamentale, per cui la concessione dei contributi si baserà sulle copie effettivamente vendute in edicola o per abbonamento. Questa è una vera e propria rivoluzione per andare oltre e per porre fine alle finzioni, cioè alle troppe finte cooperative e ai troppi finti giornali. Inoltre verranno favorite quelle testate che favoriranno l’occupazione qualificata». Bonaiuti ha poi annunciato «una riduzione dei contributi a radio e tv locali, alla stampa e per le convenzioni Rai, con tagli variabili superiori al 20%, procedendo già da quest’anno, come prevede la Finanziaria, al riparto proporzionale». Alla base di questa scelta, ha spiegato ancora il sottosegretario, «la necessità di dover far fronte ad un debito arretrato di 52 milioni di euro e al pagamento di altri 52 milioni di euro, per sostenere le tariffe postali agevolate».
Per ridurre questo onere, ha aggiunto Boaniuti, «o si diminuisce la platea dei beneficiari di questo aiuto oppure si riduce la misura delle agevolazioni. La questione è aperta e per questo abbiamo già aperto un tavolo con le Poste». «Non stiamo prendendo di mira l’editoria -ha precisato il sottosegretario- si tratta di interventi che rientrano nel quadro delle compatibilità finanziarie di tutti i settori del bilancio statale, anche perchè è vero che stiamo uscendo dalla crisi, ma rimangono prioritari gli interventi per la difesa dell’occupazione e il mantenimento dei posti di lavoro». Infine Bonaiuti ha annunciato che anche la commissione Cultura si occuperà della nuova disciplina, legata a quella europea, relativa ai punti vendita dei giornali, attualmente all’esame della commissione per le Politiche dell’Ue: «ci troviamo di fronte a due esigenze -ha spiegato- da un lato la liberalizzazione e la modernizzazione, dall’altra il riconoscimento che la rete di edicole esistente in Italia rappresenta qualcosa di unico per la diffusione dei giornali a cui non siamo in grado di rinunciare»
Vincenza Petta

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