“Qualcuno ha esagerato nelle critiche facendo diventare Santoro un martire. Ma il problema è diverso: bisogna capire cosa si intende per servizio pubblico, quali sono i suoi limiti”. Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, intervenendo al Caffè di Mineo, su Rai News 24.
Bonaiuti critica certe componenti del servizio pubblico perché attaccano sempre e solo in una direzione, mentre, la televisione commerciale, “per sua natura non può mai essere parziale” perché vive “di pubblicità, perciò se i programmi di intrattenimento o di informazione privilegiassero una parte soltanto, chi sostiene l’altra non investirebbe più”.
La teoria di Bonaiuti va in senso inverso rispetto alla motivazione che ha ispirato Sarkozy e Zapatero a eliminare gli spot: sottrarre la tv pubblica dalle dinamiche di mercato per dare maggiore qualità alla programmazione.
Parlando della Rai Bonaiuti sostiene che l’azienda degli anni ‘80 “fu letteralmente colonizzata da Veltroni. Non si può certo dire che oggi all’interno della Rai le persone di sinistra siano in minoranza”. “Non è vero che ci sia una Rai di centrodestra. Non c’è mai stata, anzi è fortemente sbilanciata dall’altro lato”.
E se si liberasse la Rai dall’ingerenza dei partiti, sia di destra che di sinistra?
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