«Dopo la Finanziaria 2009 il fondo globale per l’editoria, fra contributi diretti, indiretti, rimborsi tariffari e agenzie di stampa, ha subito un taglio consistente da 120 milioni ed è pari soltanto a circa 261,750 milioni di euro», ma si tratta di «tagli necessari», perchè «è finito il tempo delle vacche grasse». È uno dei passaggi centrali dell’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Paolo Bonaiuti, oggi in commissione Affari Costituzionali al Senato. «Il taglio c’è – ha ammesso Bonaiuti – ma riguarda tutti i settori e rientra nella generale operazione di risparmio avviata dal governo, che intende rispettare i criteri europei sulla finanza pubblica senza aumentare le tasse. I tagli erano, sono e saranno sempre più necessari, fanno parte dei sacrifici che toccano a tutti i settori economici». Bonaiuti ha ricordato che «i contributi diretti a fondo perduto si trovano ormai solo nel bilancio dello Stato italiano e soltanto per l’editoria», ma che in ogni caso il governo «continua a ritenere che svolgano una funzione importante. E quindi, pur con tutti i vincoli finanziari che esistono, intendiamo preservarli. Ma per farlo bisogna adeguarsi alla realtà mutata».
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