L’Autorita’ per la concorrenza e il mercato, competente in materia di pubblicita’ ingannevole, ha aperto un’istruttoria a carico di Rti (Mediaset), a seguito della denuncia dell’ADUC di una trasmissione a quiz in onda su Italia 1 in fascia notturna ma per il momento non ha disposto la sospensione immediata del programma. Durante il programma i conduttori invitano i telespettatori a rispondere ad un quesito e telefonare ad un numero speciale (costo minimo 1,20 euro), lasciandogli intuire una possibile vincita immediata determinata dall’abilita’. In effetti l’oggetto del contratto e’ del tutto differente e soggetto a regole non esplicitate durante la trasmissione, neppure per sommi capi. In particolare, la possibilita’ di partecipare al quiz in diretta (che e’ cio’ che dicono i conduttori) e’ sottoposta ad una serie di condizioni e soprattutto all’arbitrio/discrezione della società promotrice, che (regolamento alla mano) potrebbe non far passare alcuna telefonata in diretta.
Tale regolamento recita: Il numero delle chiamate che passeranno in diretta televisiva varieranno di puntata in puntata a discrezione della societa’ promotrice. Quindi gli organizzatori potrebbero non far passare alcuna telefonata.
Due pesi e due misure considerando che in analoghe stuazioni molte tv locali hanno dovuto sospendere programmi simili.
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