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BERTINOTTI: «NO A CHIUSURA LIBERAZIONE, QUOTIDIANI SONO NOSTRA STORIA POLITICA»

«La minaccia di chiusura di un giornale è sempre un po’ inquietante. Essa parla della possibile privazione di una voce presente nella società e della distruzione di uno spazio pubblico, quando dell’una e dell’altro ci sarebbe più bisogno». Così scrive Fausto Bertinotti in un articolo contro la chiusura del quotidiano ‘Liberazione’, pubblicato sul giornale di oggi. «Ora la tendenza che viviamo – sottolinea l’ex presidente della Camera – è quella di un’Europa e di un’Italia oligarchiche nelle quali il primato del mercato si esprime nella nuova dogmatica del capitalismo finanziario globalizzato anche attraverso una tecnocrazia che governa sulla base dell’assunto ‘o me o il caos’. Ora, per questo, le voci autonome dal sistema, le voci critiche ridiventano il sale della terra, di questa nostra terra. Non si dovrebbe allora perderne nessuna delle esistenti mentre se ne dovrebbero inventare mille di nuove».
«Invece, concretamente, nel mondo dei quotidiani, che è tanta parte della nostra storia politica, proprio queste sono a maggior rischio – continua Bertinotti – Lo è persino il Manifesto, impresa così importante di questa nostra storia. E lo è, acutamente, drammaticamente, come ci dice la sua dura e meritoria lotta per la sopravvivenza, Liberazione. Alle ragioni generali, difendere una voce autonoma, alle ragioni che riguardano la composizione e la natura dell’informazione, cioè il suo pluralismo effettivo, alle ragioni politiche, difendere la vita di un giornale della sinistra, vorrei aggiungere una notazione che riguarda la vicenda propria di Liberazione».
«Liberazione – conclude – è un giornale difficile da fare, in un partito, in tutte le sue pur diverse vicende, dalla vita altrettanto difficile, eppure luogo di un lavoro politico collettivo che rifugge dall’adattamento all’esistente e dalle mode del momento. Dietro di esso vedo i volti delle donne e degli uomini, delle compagne e dei compagni che lo sostengono con l’impegno generoso e la militanza nelle sue feste. Così, la battaglia per far vivere Liberazione, insieme a quella delle altre voci libere della stampa italiana, ci riguarda da vicino. Lunga vita, Liberazione!».

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