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BERLUSCONI ALLE PRESE CON LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO

Si potrebbe dire che la legislatura è cominciata mercoledì scorso, con il colloquio informale, al Quirinale tra Napolitano e Berlusconi. Presente il prossimo vice-premier Gianni Letta. Un episodio solo protocollare, si dirà, quando manca meno di una settimana alla seduta inaugurale delle Camere (il 29 aprile). Ma non è proprio così. Il primo contatto diretto fra il Capo dello Stato e il presidente del Consiglio “in pectore” è servito per creare un clima, una corrente positiva fra due personaggi che dovranno collaborare non poco nei prossimi mesi e anni.
Il Presidente della Repubblica ha invitato il premier a limitare il numero dei ministeri.
Berlusconi continua a lavorare alla squadra di governo e l’impresa risulta ardua: non sarà, infatti, facile accontentare tutti gli alleati. Il presidente del Consiglio sa di dover contenere le spinte e le pressioni leghiste. Questo riguarda sia la presidenza della Lombardia, dove è meglio per il Pdl che resti Formigoni, sia l’impronta del Carroccio sul governo. Non c’è dubbio che Maroni andrà agli Interni e Bossi alle Riforme, ma dovrà essere evidente che il governo lo guida il premier e non il collettivo leghista. Anche per questo Berlusconi guarda a Napolitano come a un utile “alleato”.
In questo fine settimana però c’è un appuntamento importante sul quale si concentra la politica, quello dei ballottaggi. L’attenzione è puntata soprattutto sull’esito del voto nella capitale.
Intanto, arrivano le raccomandazioni dell’Fmi al nuovo governo: la priorità è di “garantire ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio”. Masood Ahmed, direttore delle Relazioni esterne del Fondo, ha affermato che, tra “i bisogni urgenti dell’Italia ci sarebbe la salvaguardia dei buoni progressi realizzati nel 2007 sul fronte fiscale e sul risanamento dei conti pubblici”, visto che per quanto riguarda la diminuzione del deficit, il 2008 sta andando meno bene dell’anno precedente. “Noi suggeriamo rapide azioni e riforme strutturali come le liberalizzazioni, per fare massa critica in grado di assicurare slancio alla crescita”, ha precisato Ahmed.
Fabiana Cammarano

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