Monta la polemica sulle frequenze tv che saranno regalate. Ma il problema è che già i primi 15 multiplex sono stati assegnati a gratis: quattro alla Rai, quattro a Mediaset, tre a Telecom Italia media, due all’Espresso, due ad altri. Se si facessero pagare i prossimi sei mux, Mediaset ha già messo le mani avanti: si ritirerebbe dalla competizione. Dal punto di vista aziendale ha una logica: l’assegnazione delle frequenze è stata disposta dalla Ue per favorire il pluralismo, ogni multiplex supporta fino a sei canali, gli ultimi arrivati avranno un’audience residuale, il digitale terrestre per il gruppo del Biscione è ancora in rosso. Ergo: perché pagare, quando con il primo giro si hanno già canali a sufficienza? Il risultato è che si discriminerebbe tra ricchi ((primi assegnatari a gratis) e poveri (gli ultimi, a pagamento, che dovranno ripartirsi una fetta di pubblico necessariamente più ristretta). Ma allora, è il suggerimento di un trader, perché non far pagare tutti con una tassa sull’occupazione delle frequenze? Tanto più che i mux si possono (e lo si fa) affittare a pagamento a terzi.
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