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Banda larga, la Cdp accusa Telecom di non incentivare gli investimenti nella fibra

Tra proclami e polemiche i fari sono sempre accesi sulla questione della banda larga. Telecom Italia ha deciso di portare innanzi alla Consob la disputa verbale con la Cassa Depositi e Prestiti. Tutto nasce dalle dichiarazioni del presidente Cdp Franco Bassanini, che ha parlato di scarsa volontà da parte di Telecom di incentivare gli investimenti nella fibra. L’ex monopolista vorrebbe salvaguardare il più possibile la sua rete in rame. Insinuazioni che non sono piaciute a Telecom, la quale ha accusato Bassanini di aver messo in dubbio la veridicità dei bilanci del gruppo. Quest’ultimo si è difeso, affermando di aver solamente suggerito, come in altre occasioni, che l’implementazione della rete in fibra debba essere frutto di un’azione collettiva dei maggiori operatori. E’ risaputo che tra Telecom e la Cdp ci siano attriti a causa della contesa per Metroweb, società del Nord Italia all’avanguardia per quanto riguarda la fibra. La maggioranza del capitale (53%) è detenuta dal F2I di Renato Ravanelli, che per ora si limita ad attendere le offerte dei numerosi interessati. Davanti a tutti c’è Telecom, che vuole acquisire la maggioranza nella società. La Cassa, spalleggiata dagli altri operatori, ha chiesto più volte una soluzione condominiale. In più c’è l’interesse del Governo, che vorrebbe conferire un ruolo centrale a Metroweb nella sua Strategia per lo sviluppo della banda larga. Il decreto sulle reti di nuova generazione dovrebbe arrivare in Parlamento tra fine maggio e inizio giugno. In base ad alcune indiscrezioni l’Esecutivo sarebbe intenzionato a coinvolgere tutte le infrastrutture aventi reti e acquedotti. Non solo Enel, della cui partecipazione si è discusso molto nelle scorse settimane, ma anche Eni, Fs, Anas e Terna.  Enel, stando alle parole del suo presidente Patrizia Grieco, si sta già preparando ai cambiamenti sostituendo i suoi contatori digitali.

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