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Diritto del web, Italia indietro nel libro di Mensi e Falletta

A che punto è l’innovazione tecnologica in Italia? Diffamazione, privacy, diritto d’autore online: nel libro ‘Il diritto del web’ Maurizio Mensi e Pietro Falletta analizzano i nuovi modi di fare informazione. I programmi del Governo devono ancora essere attuati

Diritto del web, nel libro di Maurizio Mensi e Pietro Falletta le regole e le questioni giuridiche della rete

Internet ha creato nuove problematiche che devono essere disciplinate. Ne sono convinti i professori della Luiss Maurizio Mensi e Pietro Falletta, tra i massimi esperti dell’informazione in Italia. E così hanno deciso di tracciare in un libro le nuove regole nate dall’affermarsi della tecnologia e le questioni giuridiche poste dall’uso della rete. Copyright online, privacy, diffamazione e molti altri i temi contenuti nel volume ‘Il diritto del web’ presentato alla Luiss a Roma. Un’occasione ghiotta per fare anche il punto sull’innovaizione tecnologica in Italia, che ancora non regge il passo rispetto ai partner Ue ed Ocse.

I presenti hanno infatti approfittato dell’opportunità per fare il punto, ad esempio, sul piano di sviluppo della banda ultra larga: secondo il presidente della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini si attendono ancora investitori e operatori strutturali. Sviluppo economico e diritto del web passano anche per le regioni, afferma ancora Bassanini, e “per la banda ultra larga il Governo ha svolto un’azione di moral suasion sugli enti locali, che hanno maggiori poteri d’utilizzo dei fondi strutturali” europei. Qual’è il punto finale di questo percorso? Secondo il presidente della Cassa Depositi e Prestiti è “che i cittadini italiani siano messi in condizione di uguaglianza rispetto all’innovazione”.

Per poter arrivare a questo punto, però, è necessario che i programmi del Governo passino alla fase attuativa. Ne è convinto il presidente di Confindustria digitale Elio Catania che parla di investimenti in cantiere (anche sfruttando i fondi europei) “pari a un punto e mezzo del Pil e a 800 mila posti di lavoro”. La cultura digitale in Italia è ancora poco diffusa, basti pensare che “l’83% delle piccole e medie imprese fallite nel 2014 non avevano un sito web”, dice ancora Catania. Il Diritto del web passa anche da questi punti, perché la consapevolezza del mezzi a disposizione e dei nuovi linguaggi, della loro importanza e delle loro specificità porti finalmente (nonostante il grande ritardo) nuova linfa per le imprese italiane.

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