Il Consiglio direttivo dell’Associazione della Stampa Sarda ha esaminato la situazione occupazionale in Sardegna dove un giornalista su tre è disoccupato o precario. Il sindacato ritiene un colpo durissimo inferto ai lavoratori più deboli l’emendamento al testo della manovra economica definito “anti precari”, perché nega la possibilità al giudice di disporre l’assunzione a tempo indeterminato del lavoratore precario utilizzato dalle aziende senza il rispetto delle regole. E’ una scelta che penalizza chi ha in corso un procedimento per il riconoscimento del proprio diritto ad un lavoro stabile e invece, se la norma fosse approvata, potrebbe solo sperare in un indennizzo, mai certamente equo.
Il Consiglio direttivo dell’Associazione della Stampa Sarda ha esaminato anche i mutati criteri di accesso al lavoro giornalistico alla Rai. L’Azienda ha accettato la richiesta del sindacato di rendere più trasparenti le assunzioni e ha stabilito di procedere ad una selezione su base regionale. Si tratta di una scelta importante, un passo avanti decisivo. L’Azienda, tuttavia, ha stabilito criteri rigidi di selezione che non tengono conto della realtà professionale in Sardegna e nel Paese. L’età media di accesso alla professione, infatti, va ben oltre i 30 anni imposti dalla Rai come limite massimo. In questo modo non solo si nega un’opportunità alla maggioranza dei giornalisti disponibili, ma l’Azienda stessa riduce il proprio campo di scelta, privandosi della possibilità di effettuare la selezione fra un numero maggiore di professionisti preparati.
L’Associazione della Stampa Sarda sostiene pertanto la richiesta dell’Usigrai di un bando pubblico con procedure selettive che consentano la partecipazione a tutti i giornalisti professionisti.
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