Editoria

Arrivano le pubblicità (anche) su Whatsapp: l’ultima di Zuckerberg

Gratis. Sì. Ma con le pubblicità: Meta ha trovato il modo di fare cassa anche su Whatsapp. Lo schema è sempre lo stesso e si basa su tre “mosse” che l’azienda ha annunciato in un post pubblicato online. La prima riguarda gli abbonamenti ai canali, che potranno essere sostenuti a fronte di un “piccolo” pagamento mensile. La seconda è legata alle inserzioni dei canali stessi e, infine, come terza (e più redditizia con ogni evidenza) mossa ci sarà il ritrovarsi delle inserzioni pubblicitarie nel proprio stato grazie a cui “si potranno trovare aziende nuove e avviare un dialogo con esse”. Le nuove funzioni, assicurano da Meta, saranno visibili solo negli Aggiornamenti e resteranno separate dalle chat personali. Che, giurano ancora dal social di Zuckerberg, non verranno minimamente “toccate” per vendere o analizzare dati e ben che meno saranno venduti contatti e numeri di telefono. La promessa è che “la tua esperienza non cambierà in nessun modo”. Quella di Meta, che si prepara a incassare un’altra valanga di soldoni, cambierà eccome.

La privacy, però, resterà la stella polare. Saranno utilizzare informazioni “limitate” come Paese, lingua adottata all’atto dell’iscrizione, la città o il comportamento con le inserzioni. La scelta di Whatsapp però è destinata, ancora una volta, a destare polemiche. Rumorose. Perché, sebbene confinate nella tab Aggiornamenti, le pubblicità hanno trovato un nuovo modo per infilarsi all’interno dei telefonini degli utenti. E Meta ha trovato un altro metodo per drenare nuove risorse a un mercato che già domina in coabitazione con Google, un vero e proprio duopolio che nel corso degli ultimi anni ha stracciato anche solo il ricordo di ciò che restava della retorica, piratesca, del web.  Solo che i pirati sono rimasti lo stesso mentre per tutti gli altri, dai giornali fino agli utenti, gli spazi si assottigliano sempre di più per far posto agli interessi di un pugno di aziende. Più che la grande rivoluzione libertaria, un grande abbaglio. Ma confinato negli aggiornamenti.

Luca Esposito

Recent Posts

Fenagi Veneto: edicole tra quartieri e cittadini, un presidio che la crisi rischia di cancellare

Le edicole rappresentano un presidio fondamentale di socialità, informazione e pluralismo nei territori. È quanto…

21 ore ago

Nuova aggressione ai giornalisti di Report, la denuncia di Ranucci

Nuova aggressione ai giornalisti, nel mirino stavolta finisce una troupe di Report. A denunciare l’accaduto…

22 ore ago

Nasce il comitato editoriale di Domani: ecco tutti i membri

Un comitato editoriale per Domani, la Fondazione ha istituito l’organismo che avrà un ruolo di…

22 ore ago

Circolare n. 15 del 19/03/2026 – Contributi a sostegno dei giornali editi e diffusi all’estero

Entro il prossimo 31 marzo 2026 è fissata la scadenza per la presentazione della domanda per i…

2 giorni ago

Un giudice smentisce Trump: riaccendete Voice of America

L’America ritrova la sua Voice: Nemmeno Trump pesa più del pluralismo in una democrazia compiuta,…

2 giorni ago

Amazon vince in Lussemburgo: annullata la maxi multa GDPR da 746 milioni

Negli ultimi giorni Amazon è tornata al centro dell’attenzione per una vicenda legale che dura…

2 giorni ago