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Apple rilancia, a colpi di acquisizioni, la sua sfida a Google sul fronte delle mappe e dei servizi di navigazione sui suoi smartphon

Brucia ancora l’insuccesso del suo software lanciato a settembre con l’Iphone 5, che aveva fatto perdere la strada ad alcuni utenti, dava indicazioni sbagliate di alcune località famose e non offriva un servizio dedicato ai mezzi pubblici di trasporto, tanto da spingere l’amministratore delegato Tim Cook a scusarsi per la gaffe. E così il gigante di Cupertino ha deciso di mettere a frutto la sua enorme liquidità per comprare Hopstop e Locationary, due aziende specializzate con cui punta a disporre di App, il software installato sui suoi Iphone e Ipad, sempre più precise e concorrenziali contro lo strapotere di Google Maps. A tutt’oggi gli smartphone e gli Ipad di Apple continuano a fare affidamento proprio su Google Maps, di fatto l’App di maggior successo nei negozi virtuali Apple. Una partnership che Apple è costretta a cercare di ridimensionare, non fosse altro perché Google è un concorrente diretto con il suo sistema operativo Android e sta aggredendo il mercato di Apple con gli smartphone Samsung e Htc targati Google. Piuttosto che investire risorse ingenti per sviluppare e migliorare la propria piattaforma mappe in solitario, a Cupertino hanno deciso di comprarsele dalla concorrenza. HopStop, una start-up newyorchese, rappresenta un’opportunità, trovandosi al settimo posto fra le app gratuite per la navigazione: il suo sito internet e le sue app forniscono indicazioni stradali, sui trasporti pubblici, su come muoversi nel modo più veloce possibile a piedi, in auto, in metropolitana o in bicicletta in vari paesi e in 140 grandi aree metropolitane. Locationary, un’azienda canadese, fornisce dati in tempo reale per offrire la mappatura di servizi e aziende. Un nuovo capitolo nella sfida delle app e dei servizi di navigazione. Non si conoscono i termini dell’acquisizione, né il prezzo pagato da Apple. Ma è una guerra condotta a suon di colpi miliardari. Lo scorso mese, Google ha pagato oltre un miliardo di dollari per comprare una startup israeliana, Waze, che utilizza il social networking per monitorare le condizioni dei traffico locale.

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