Un’altra giornata di passione in casa Dire: il sottosegretario Barachini convoca, d’urgenza, il comitato di redazione. Ieri pomeriggio l’incontro tra l’esponente del governo e i giornalisti dell’agenzia che lamentano ritardi nei pagamenti e altre questioni irrisolte con la proprietà. Una situazione spinosa che si trascina da settimane. E che si innesta su uno scenario che, da anni, registra tensioni tra l’azienda e i lavoratori.
La convocazione era stata annunciata proprio da Barachini in mattinata. L’incontro si sarebbe dovuto tenere domani ma per il sottosegretario era necessario anticipare a oggi. Venendo così incontro all’appello pubblico scattato dopo lo sciopero dei giornalisti. Accogliendo i giornalisti del cdr di Dire, Barachini ha tuonato: “E’ inammissibile che, nonostante i nostri reiterati appelli e il nostro impegno per la recente riapertura del contratto con la Presidenza del Consiglio, persista una situazione inaccettabile come quella del mancato pagamento degli stipendi dei giornalisti dell’Agenzia di stampa Dire. Chiedo, quindi, all’editore di destinare i primi proventi derivanti dai contratti di fornitura per pagare gli stipendi arretrati dei giornalisti”. E quindi ha avvisato l’azienda: “In assenza di un accordo fra editore e Cdr per la corresponsione degli oneri dovuti il Dipartimento si attiverà per valutare se sussistano i requisiti per una sospensione o interruzione del contratto”.
I giornalisti sono usciti rinfrancati dall’incontro col sottosegretario. “Abbiamo chiesto al sottosegretario di sollecitare l’editore al ripristino degli stipendi pieni, vista la riattivazione del bando di Palazzo Chigi. Chiediamo, inoltre, all’editore dell’agenzia di istituire un confronto con il CdR per stilare un protocollo d’intesa, sollecitato anche dal sottosegretario, che contenga le garanzie circa il pagamento degli stipendi attuali e di tutti i pregressi, compresi quelli degli ’ex sospesì per evitare l’allarmante ipotesi di una sospensione o, peggio, di una interruzione del servizio prospettata in caso di mancato pagamento degli stipendi”, si legge in una nota. Che si conclude con un invito: “Auspichiamo, dunque, che l’azienda sia disponibile a trovare al più presto questo accordo, per scongiurare un possibile punto di non ritorno dell’agenzia stessa”. Intanto lo sciopero prosegue, anche oggi i giornalisti di Dire incroceranno le braccia in attesa di una schiarita dall’editore dopo l’incontro con Barachini.
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