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APPLE ARRIVA A 600 MILIARDI DI DOLLARI DI CAPITALIZZAZIONE

L’idea che Samsung possa superare Apple nella guerra degli smartphone non preoccupa i mercati. E, anzi, il titolo vola. Merito anche di Facebook che con un miliardo di dollari ha rilevato Instagram, l’applicazione esplosa proprio sull’iPhone. Cupertino oggi ha aggiornato il suo record storico toccando quota 644 dollari per azione e sfondando la soglia dei 600 miliardi di dollari di capitalizzazione. Un muro che infranto, prima d’ora, solo da Microsoft che chiuse il 1999 a 604 miliardi di dollari. Allora la bolla della new economy era nel suo pieno, oggi il primato e nei tablet e negli smartphone che vivono – e crescono – in scia ai social network e alle applicazioni studiate ad hoc. Da Instagram a Facebook, da Linkedin a Twitter, da AngryBirds a Tripadvisor. Tim Cook, il numero uno di Apple che ha preso il posto di Steve Jobs dopo la sua morte, non sarà tuttavia felice di leggere le analogie con i rivali di Microsoft. Dopo il record di fine millenio quando i titoli di Redmond valevano 53,6 dollari, è iniziato un lento declino: oggi Microsof vale “appena” 260 miliardi e le azioni sono scambiate a meno di 31 dollari.

Apple intanto si gode il nuovo record e continua a scalare posizioni anche nella classifica delle aziende/Paese. A metà febbraio con una capitalizzazione di 468 miliardi insidiava la ventesima posizione della Polonia (Pil a 469 miliardi), adesso ha superato la Svizzera (528 miliardi) e mette nel mirino l’Indonesia al 18esimo posto con 706 miliardi di Prodotto interno lordo. Soprattutto si allarga il divario con Exxon, la regina dei listini mondiali fino allo scorso anno e oggi retrocessa al secondo posto con una capitalizzazione di “appena” 390 miliardi (a febbario era 402 miliardi). Il Ftse Mib di Piazza Affari vale, in dollari, poco meno di 240 miliardi, l’intero Eurostoxx 50 (che raggruppa le principali società europee) capitalizza 1.500 miliardi, poco più del doppio della sola Apple.

E così chi si chiedeva come avrebbe reagito il titolo alla scomparsa di Steve Jobs, lo scorso 5 ottobre, oggi non ha più dubbi. Da allora il valore di Borsa è quasi raddoppiato: la capitalizzazione è esplosa da 353 a 600 miliardi. In 6 mesi ha recuperato 247 miliardi di dollari, abbastanza per finanziare il firewall dell’Eurozona mettendo in sicurezza, dopo la Grecia, anche la Spagna. E ogni volta che il mercato ha dubitato della capacità di Apple di mantenere il suo ritmo di crescita, almeno sotto il profilo industriale, ha ottenuto risposte secche: negli ultimi tre mesi del 2011 sono stati più gli iPhone venduti, 37 milioni, che i bambini venuti alla luce. In tutto il mondo.

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