Non c’è violazione della legge sul conflitto di interessi da parte di Silvio Berlusconi se palazzo Chigi decide di investire “la quasi totalità” del budget destinato alla pubblicità istituzionale “sulle televisioni private, e in misura largamente prevalente, sulle Tv di Mediaset, nonostante una legge dello Stato richiedesse che a beneficio della stampa quotidiana e periodica fosse riservato il 60% degli investimenti pubblicitari delle amministrazioni pubbliche”. Sono le conclusioni dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo quanto risulta dalla relazione trasmessa al Parlamento sullo stato delle attività di controllo e vigilanza in materia di conflitti di interessi, relativa al primo semestre di quest’anno. Secondo l’Authority “non tutte le decisioni assunte dagli uffici della presidenza del Consiglio, incluse quelle in materia di distribuzione della pubblicità istituzionale”, sono riconducibili “alla responsabilità del capo dell’esecutivo”.
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