Nonostante questa atteggiamento -denuncia il sindacato- e in assenza di dati, ci siamo fatti carico di proporre all’azienda soluzioni per la salvaguardia delle attività, ed abbiamo proposto una riduzione dell’orario di lavoro attraverso contratti di solidarietà al 40%. La riduzione oraria al limite del rispetto della dignità dei lavoratori e del buon senso. Queste ed altre proposte sono state rigettate dall’azienda che, pur di affermare la propria volontà di potenza -accusa il sindacato- ha fatto si che il tutto si risolvesse in un nulla di fatto e quindi con i licenziamenti.
O forse si tratta del tentativo di voler lanciare altri segnali all’esterno? La SIGE (la società editrice) non può svegliarsi oggi per dirci che da anni è in corso una crisi. Tutto dopo aver incassato frequenze, numerazione dei canali vantaggiose, contributi pubblici e visibilità sociale e politica. Salvo scaricare sulle spalle dei lavoratori eventuali errori propri. Grave e incomprensibile il disinteresse delle istituzioni pubbliche rispetto ai problemi dei lavoratori che operano in un settore così delicato quale è quello dell’informazione a cui tutti attingono e di cui in tanti beneficiano.
Manuela Montella
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