È scoppiata la guerra tra gli hacker più noti del web: Anonymous contro Wikileaks.
Il gruppo di attivisti della rete prende le distanze dall’operato di Wikileaks e dal suo fondatore Julian Assange.
La rottura arriva a seguito della scelta di Wikileaks di rendere i contenuti del suo sito a pagamento, azione che va contro i principi di Anonymous che chiaramente si ispira alla libera condivisione dei contenuti del web.
Ricordiamo che Assange è rifugiato in asilo politico nell’ambasciata ecuadoregna di Londra, con un mandato di cattura europeo per i reati di violenza sessuale e diffusione di documenti segreti.
L’annuncio della scissione arriva da parte di Anonymous con un messaggio lapidario via Twitter, in cui il gruppo di attivisti della rete accusa Assange di avere rovinato quello che era un grande progetto, a causa del suo Ego.
Immediata arriva la replica di Wikileaks che giustifica il pagamento dell’obolo sotto la forma della donazione, e che non costituirebbe quindi un paywall.
Inoltre per Wikileaks i contenuti a pagamento non andrebbero a minare la libera informazione, ma la pensano diversamente i membri di Anonymous che proprio non digeriscono questa mossa e dopo due anni di cooperazione si sentono in qualche modo traditi.
Una cooperazione che prevedeva una comunità di intenti, recentemente era stato proprio un membro di Anonymous a fornire l’assist per la pubblicazione dei “Global Intelligence Files” (GI Files), un pacchetto contenente e-mail scambiate tra i democratici di Barack Obama e i repubblicani di Mitt Romney.
Ora la collaborazione sembra essere arrivata al capolinea in maniera irreversibile e per Assange, a seguito della rottura con Anonymous, arriva un altro nemico da aggiungere alla lista.
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