A due anni dalla sottoscrizione, diventa operativo l’accordo tra Google e il Ministero dei Beni Culturali. Migliaia di volumi che hanno fatto la storia della letteratura italiana saranno consultabili on-line sui siti delle biblioteche aderenti al progetto (Roma, Firenze, Napoli), su Europeana e sulla piattaforma digitale del colosso di Mountain View. Dato che i libri selezionati sono anteriori al 1871, non sorgeranno problematiche inerenti al diritto d’autore. L’intesa soddisfa entrambi le parti: Google avrà l’esclusiva su alcune delle più importanti opere della storia, l’Italia offrirà un importante contributo alla biblioteca digitale europea. A proposito di ciò, va ricordato che la diffusione di Europeana è uno degli obiettivi nel mirino dell’Agenda Digitale Europea.
Volendo andare oltre gli interessi economici, a guadagnare maggiormente dall’accordo sono proprio gli antichi tomi. L’integrità dei grandi capolavori della letteratura è minacciata dalla fragilità del supporto cartaceo. Con la digitalizzazione, non ci saranno più problemi relativi all’azione degli agenti atmosferici e al semplice scorrere del tempo. Inoltre i volumi potranno essere lievemente restaurati e, in altri casi, addirittura ricostruiti. Ma quale sarà la suddivisione delle competenze ? Google ha creato uno Scanning Center, nel quale si svolgerà la ricostruzione dei file digitali. Big G provvederà anche al trasporto dei libri dalle biblioteche al centro operativo. Compito delle istituzioni italiane è la selezione dei testi idonei e la scelta del personale.
Il progetto di Google ha già attecchito nei più importanti paesi europei (Germania, Francia, Inghilterra), ma anche a livello internazionale (USA. Giappone). In molti sostengono che non sia giusto affidare le opere nostrane a una multinazionale straniera. Ma forse una visione troppo patriottica della situazione non tiene conto dell’obiettivo primario, la salvaguardia dei libri, che può essere raggiunto solo con i mezzi offerti da Google.
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