Forte di un bacino d’utenza che sfiora il miliardo di account attivi, Facebook si trova a gestire quotidianamente una mole impressionante di informazioni, con il privilegio di poter osservare da un punto di vista privilegiato le modalità con le quali gli utenti arrivano a scovare dati riguardanti i propri amici. I lavori sono già partiti e l’obiettivo è decisamente ambizioso: minare lo strapotere di Google in un ambito che ormai da anni vede la realtà di Mountain View ricoprire una posizione di monopolio de facto.
La strada intrapresa dal colosso di Mark Zuckerberg, dunque, va in una direzione esattamente contraria rispetto a quella di bigG: nato come piattaforma per lo scambio e la condivisione di informazioni, si trova ora a guardare con interesse all’ambito dei search engine. Google, invece, dopo aver fagocitato quasi per intero il settore dei motori di ricerca, ha lanciato lo scorso anno Google+, proprio per entrare in diretta competizione con Facebook.
In mezzo si trova Microsoft, mai capace di competere realmente sul terreno del Web 2.0 e attualmente impegnata con una collaborazione per fornire la tecnologia di Bing al gruppo del 28enne imprenditore americano. Una partnership inevitabilmente destinata ad essere sciolta nel momento in cui il progetto accennato ieri da Zuckerberg arriverà a concretizzarsi.
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