“Sconcertato, sgomento, inquieto leggo delle sanzioni comminate dall’ AGICOM alle trasmissioni di Michele Santoro e Fabio Fazio. Insomma mi chiedo perchè il Presidente Calabrò stia imprimendo una torsione così anomala a una istituzione pensata come regolatore e non come tribunale speciale. Così, almeno si immaginò la legge 249 del ’97, che disegnò fisionomia e compiti dell’Autorità. Anche le eventuali violazioni della par condicio non erano certo supposte come clava contro il dissenso, bensì come premessa per l’esercizio delle pari opportunità. Non si vuole esprimere – e sarebbe improprio – un giudizio di merito su questa o quella sequenza di una trasmissione. Si intende sollevare una questione ormai generale in questa stagione di governo autoritario della destra. Se le autorità di garanzia cessano di svolgere la loro missione più genuina lo squilibrio dei e tra i poteri diviene insopportabile”. Lo afferma in una nota il senatore Vincenzo Vita vicepresidente della Commissione Cultura di Palazzo Madama.
l più grande editore italiano è Google. Sì, Google, che non ha un solo giornalista,…
Dieci milioni di euro per sostenere le edicole italiane, rimborsare una parte dei costi di…
Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice dell’Huffington Post Italia. Lo ha comunicato il gruppo Gedi.…
Il giornalismo italiano invecchia, il lavoro autonomo diventa prevalente e il divario economico tra dipendenti…
L’informazione italiana dovrebbe raccontare quello che accade sui territori, in Italia e nel mondo. Ma…
Barachini lancia l’allarme social. Dopo gli scontri a Milano, il sottosegretario alla presidenza del consiglio…