“Sconcertato, sgomento, inquieto leggo delle sanzioni comminate dall’ AGICOM alle trasmissioni di Michele Santoro e Fabio Fazio. Insomma mi chiedo perchè il Presidente Calabrò stia imprimendo una torsione così anomala a una istituzione pensata come regolatore e non come tribunale speciale. Così, almeno si immaginò la legge 249 del ’97, che disegnò fisionomia e compiti dell’Autorità. Anche le eventuali violazioni della par condicio non erano certo supposte come clava contro il dissenso, bensì come premessa per l’esercizio delle pari opportunità. Non si vuole esprimere – e sarebbe improprio – un giudizio di merito su questa o quella sequenza di una trasmissione. Si intende sollevare una questione ormai generale in questa stagione di governo autoritario della destra. Se le autorità di garanzia cessano di svolgere la loro missione più genuina lo squilibrio dei e tra i poteri diviene insopportabile”. Lo afferma in una nota il senatore Vincenzo Vita vicepresidente della Commissione Cultura di Palazzo Madama.
Nei capitoli precedenti abbiamo analizzato la cooperativa giornalistica soprattutto sotto il profilo della sua organizzazione:…
“Andrei a cena pure con Totò Riina”, ha detto Sigfrido Ranucci a chi gli rimproverava…
L’estate sta finendo, è tempo di tornare a scuola ed è già polemica per l’ennesimo…
Per anni la trascrizione automatica è stata una funzione utile ma imperfetta. Si registrava una…
L’unica certezza, sempre che si possa definire tale, è che Sigfrido Ranucci non sarà più…
La pubblicità online di giochi e scommesse sta diventando un terreno sempre più difficile da…