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Via libera al bando frequenze. Escluse Rai, Mediaset e Telecom Italia Media

Il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o piccoli operatori (cioè che detengono un solo multiplex) e per due lotti agli operatori già in possesso di due multiplex; limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv a pagamento; e quindi esclude dalla partecipazione alla gara gli operatori che detengono tre o più multiplex, ovvero Rai, Mediaset e Telecom Italia. Il regolamento era stato approntato dall’Agcom e il ministero dello Sviluppo economico l’ha oggi approvato e gestirà la procedura. In un’ottica di gestione efficiente dello spettro e di sviluppo futuro dei servizi destinati all’Lte (la connessione veloce dei cellulari) è stato deciso di escludere dalla gara le frequenze dei lotti U di durata quinquennale previsti nel primo schema di provvedimento.
All’asta andranno frequenze che compongono tre reti televisive digitali terrestri nazionali con un diritto d’uso ventennale non trasferibile per i primi tre anni a comporre tre lotti:

– L1 con l’utilizzo dei canali 6 e 23 con una copertura nominale stimata di popolazione pari all’89,5%;
– L2 con l’utilizzo dei canali 7 e 11 con una copertura nominale stimata di popolazione pari al 91,1%;
– L3 con l’utilizzo dei canali 25 e 59 con una copertura nominale stimata di popolazione pari al 96,6%.

La base d’asta è pari a 29.300.759,42 euro, 29.824.571,88 euro, 31.625.177,20 euro rispettivamente per i tre lotti. Sussiste l’obbligo per gli aggiudicatari di raggiungere la copertura del 51% (purché comprendente il 10% della popolazione di ogni regione) entro 5 anni, in modo graduale.

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