Il problema del futuro delle emittenti locali venete, alla luce delle previsioni del Piano nazionale delle frequenze, approvato di recente dall’autorità per le garanzie delle comunicazioni (AGCOM), in vista del passaggio dal sistema analogico a quello digitale terrestre, è stato al centro di un incontro tra i membri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale veneto e gli editori delle emittenti Antenna Tre Nord Est, Thomas Panto, Rete Veneta Filippo Jannacopulos e Telepadova 7 Gold Giorgio Galante. Al presidente Clodolaldo Ruffato, ai vicepresidenti Matteo Toscani e Franco Bonfante e ai consiglieri segretari Moreno Teso e Raffaele Grazia i rappresentanti dell’emittenza locale veneta hanno evidenziato la «singolare e drammatica» situazione in cui si trovano, alla vigilia dell’entrata in vigore del nuovo sistema, le emittenti venete e friulane, visto che il Piano nazionale prevede che per quest’area tutte le frequenze assegnate all’Italia abbiano valenza nazionale, rendendo di fatto impossibile, se non in presenza di accordi tutti da definire con la Slovenia e la Croazia, la realizzazione di 13 reti regionali. «Si tratta di una scelta – hanno aggiunto – destinata a condizionare in modo pesante il futuro della emittenza locale, oltretutto in contrasto con le disposizioni della legge n. 249 del 31 luglio 1997 la quale prevede espressamente che alla emittenza locale venga riservato un terzo dei canali irradiali per ogni bacino di utenza».
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