“Basta rinvii: la Rai ha bisogni con urgenza di un nuovo vertice”. Parole e musica della sigla sindacale Usigrai che ha annunciato per domani un presidio in piazza, insieme alla Federazione nazionale della Stampa italiana. Appuntamento fissato a piazza Santi Apostoli alle 11.30.
Usigrai ha motivato così la mobilitazione che sarà inscenata domani: “Questa attesa da parte del governo e del Parlamento è inspiegabile, e dannosa per l’azienda. Chiunque la conosca, sa che da settimane è praticamente ferma”. Per il sindacato dei giornalisti Rai la questione non è stata nemmeno aperta e adesso diventa imprescindibile parlarne: “Tempo perso, visto che non è stato utilizzato né per aprire un dibattito pubblico sugli obiettivi del Servizio Pubblico, né per far avanzare la riforma della governance. Le logiche spartitorie e lottizzatorie costringono invece la Rai a un pantano pericoloso, i cui danni saranno scaricati su lavoratrici e lavoratori”.
Dunque l’Usigrai ha rivendicato l’elezione del consigliere d’amministrazione Riccardo Laganà come una richiesta diretta, da parte dei dipendenti di viale Mazzini, per un cambiamento nei vertici dell’azienda: “Eppure i dipendenti la propria parte l’hanno fatta: hanno eletto già alla prima votazione il proprio Consigliere di Amministrazione, confermando Riccardo Laganà con oltre il 45% dei voti totali. Lo diremo al presidio: basta perdite di tempo, basta pantano, basta rinvii”.
L’elezione di Laganà è avvenuta grazie al voto di 2888 dipendenti su 6369 elettori che effettivamente sono andati alle urne per il 55 per cento dell’elettorato totale. Ha così vinto al primo turno contro gli avversari Fabrizio Tosini (1275 voti), Cesare Cantù (807), Anna Lupi (624) e Claudia Pregno (592).
Infine, la manifestazione di domani indetta da Usigrai porterà l’attenzione anche sul caso Zaki, il giovane ricercatore detenuto in Egitto: “La Rai ha diritto a un Consiglio di Amministrazione pienamente operativo che rimetta in modo l’azienda. Il 16 giugno sarà il 30esimo compleanno di Patrick Zaki. Per questo il presidio si aprirà con la richiesta di libertà per lo studente dell’Università di Bologna, rinchiuso in carcere in Egitto in detenzione preventiva da oltre 1 anno”.
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